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Il software per le immagini: Adobe Illustrator

Adobe Illustrator permette di costruire immagini vettoriali attraverso forme geometriche o attraverso degli strumenti di tracciatura fondamentali per ritoccare con le dita o con un pennino in ambiente touch.

Dalla versione CC è disponibile il nuovo strumento curvatura che permette di posizionare semplicemente i punti dove creare angoli per linee rette senza utilizzare punti di ancoraggio e maniglie. Si possono ricostruire loghi da scansioni attraverso il sistema di tracciatura automatica (nella versione CS2) o manualmente.

I lavori più sviluppati attraverso Illustrator sono: costruzione di loghi, prodotti pubblicitari (biglietti da visita, cartellonistica, scritte) o anche layout per siti web.

La gestione degli effetti di trasparenza consente, tra l'altro, di esportare progetti grafici nativi in formati di file che normalmente non gestiscono la trasparenza (come ad esempio WMF ed EMF) usufruendo di appositi strumenti di conversione. In più le cornici di testo si ridimensionano automaticamente durante l'aggiunta o la modifica di un testo.

Nelle ultime versioni del prodotto sono state aggiunte varie migliorie per perfezionare e migliorarne l'efficienza, tra cui la possibilità di ridimensionare le tavole di disegno e controllare i riempimenti nel pannello campioni, cursori per regolare l'opacità e tanto altro ancora.

Come usare Photoshop

Per capire come usare Photoshop, devi analizzare bene le quattro parti da cui è composta la sua interfaccia utente. Sulla sinistra trovi la barra degli strumenti con tutti i pennelli e tutti gli strumenti necessari a disegnare, colorare e modificare le foto; al centro c’è l’immagine su cui lavorare; sulla destra c’è un pannello in cui si possono gestire i vari livelli che compongono le immagini e si può accedere ad altri strumenti molto cari agli utenti più esperti; in alto ci sono i menu con i quali si possono aprire e salvare le foto, applicare loro degli effetti speciali e molto altro ancora.

Gli strumenti presenti nella barra degli strumenti di sinistra sono suddivisi in quattro sezioni (ogni sezione è divisa da una piccola linea nera). Nella prima sezione trovi gli strumenti per selezionare le parti di foto per copiarle, cancellarle o modificarle (es. la selezione rettangolare, il lazo per selezionare a mano libera o in maniera semi-automatica porzioni di immagine e il contagocce per catturare i colori dalle immagini), nella seconda divisione ci sono i pennelli,  il secchiello (per colorare grosse porzioni di foto), la gomma da cancellare ed altri strumenti fondamentali per correggere le imperfezioni nelle foto (es. pennello correttivo al volo e timbro clone), nella terza sezione spicca lo strumento per aggiungere testi alle foto, mentre nell’ultimo spazio della toolbar ci sono gli strumenti per lo zoom e i colori per il pennello e il secchiello.

I menu sono strutturati più o meno così: nel menu File trovi tutte le opzioni per aprire (Apri) e salvare i file (Salva con nome); nel menu Modifica ci sono alcuni strumenti per distorcere/ridimensionare/spostare/ruotare  gli elementi presenti nelle foto (Trasforma); in Immagine trovi la maggior parte degli strumenti per regolare i colori delle immagini (Regolazioni), mentre nel menu Filtro ci sono tutti gli effetti speciali che si possono applicare alle foto (effetti artistici, effetti di luce, ecc.).

Una delle operazioni più comuni che potresti voler compiere con le tue foto è quello di migliorarne i colori, la luminosità, ecc. Photoshop è in grado di fare questa cosa in maniera completamente automatica. Per provare in prima persona, clicca sul menu File > Apri per aprire la foto da correggere e seleziona le voci Tono automatico, Contrasto automatico e Colore automatico dal menu Immagine per applicare le correzioni. Rimarrai stupito dal risultato ottenuto.

Vuoi scoprire come usare Photoshop per eliminare una scritta o un’imperfezione da una tua foto (es. un neo, una macchia, ecc.), apri l’immagine su cui operare come visto in precedenza e seleziona lo strumento pennello correttivo dalla seconda sezione della barra degli strumenti di sinistra (puoi regolarne le dimensioni sfruttando il pulsante che compare in alto a sinistra, questa cosa vale anche per i pennelli e gli altri strumenti dalle dimensioni regolabili). Clicca quindi delicatamente sulle sezioni dell’immagine da cancellare (es. la scritta o l’imperfezione da rimuovere) e, quasi come per magia, questa sarà sostituita dal colore o dagli elementi circostanti diventando praticamente invisibile.

E gli effetti speciali? Ci arriviamo subito. Per applicare degli effetti speciali alla tua foto, non devi far altro che aprire il menu Filtri e selezionare l’effetto speciale che più ti piace. Nella sezione Artistico trovi i filtri per trasformare la tua foto in un poster, un dipinto ecc., nella sezione Distorsione trovi tutti gli strumenti per deformare la tua foto, e così via. Una volta selezionato l’effetto che vuoi applicare, regolane le proprietà nella finestra che si apre e clicca sul pulsante OK per applicarlo alla tua foto.

Vuoi ruotare la tua foto o cambiarle prospettiva? Seleziona l’immagine con lo strumento selezione rettangolare, clicca su Modifica e seleziona dal menu Trasforma lo strumento che vuoi usare (es. Ruota o Prospettiva). Trasforma quindi la tua foto muovendone i bordi con il mouse e, quando sei soddisfatto del risultato ottenuto, clicca sul simbolo di conferma posizionato in alto a destra (√) per applicare le modifiche.

Per salvare le tue foto, clicca sul menu File e seleziona la voce Salva con nome. Nella finestra che si apre, seleziona la cartella in cui salvare l’immagine modificata, assegnale un nome digitandolo nel campo Nome file e clicca su Salva per completare l’operazione. Ora ripeti questi procedimenti ogni tanto, divertiti a scoprire tutti gli altri strumenti di Photoshop e vedrai che nel giro di qualche giorno avrai ben poco da invidiare ai tuoi amici più esperti di fotoritocco!

Stampa a getto d'inchiostro

Il getto di inchiostro è una tecnologia di stampa che consiste nel proiettare minuscole goccioline di inchiostro sul supporto da stampare.
La tipica stampante a getto d'inchiostro presenta un carrello che si muove avanti e indietro per tutta la larghezza del foglio, il quale a sua volta procede in direzione perpendicolare al carrello mediante un sistema di rulli che lo trascina.

Sul carrello sono fissate le testine di stampa, il cui compito è quello di proiettare sul foglio microgocce di inchiostro del volume di pochi picolitri attraverso minuscoli forellini detti ugelli. Il meccanismo di eiezione delle gocce può essere di due tipi:

termico: in corrispondenza di ogni ugello è posizionato un resistore attraverso il quale vengono fatti passare impulsi di corrente; ad ogni impulso il resistore si scalda alla temperatura di alcune centinaia di gradi in pochi microsecondi e genera nell'inchiostro a contatto con esso una bolla di vapore. L'espansione di quest'ultima provoca l'espulsione della goccia dall'ugello soprastante; questa è la tecnologia più diffusa nell'ambito home/office ed è utilizzata da Hewlett-Packard, Canon, Lexmark e Olivetti;

piezoelettrico: sotto ogni ugello è sistemato un canalino circondato da un cristallo piezoelettrico; un impulso elettrico provoca la deformazione del cristallo e conseguentemente la repentina strozzatura del canalino e l'eiezione dell'inchiostro; è la tecnologia utilizzata da Epson.

L'inchiostro viene prelevato da serbatoi chiamati cartucce le quali possono contenere inchiostro libero o trattenuto da una spugna; nei modelli di stampanti per fogli di dimensioni A4 e A3, tali serbatoi sono solitamente di ridotte dimensioni e posizionati sul carrello, sopra le testine, e quindi si muovono assieme ad esso. Alcuni produttori in questi casi integrano le testine di stampa nelle cartucce e quindi l'esaurimento dell'inchiostro comporta la sostituzione della testina: ciò influisce sul costo della cartuccia, ma garantisce sempre l'efficienza delle testine. Nelle stampanti per fogli di dimensioni maggiori, impropriamente chiamate plotter, le cartucce di inchiostro sono generalmente posizionate in un luogo fisso e collegate al carrello con le testine mediante tubi, alcune volte l'inchiostro è contenuto in veri e propri serbatoi da rabboccare periodicamente.

Accanto alle tecnologie sopra descritte caratterizzate dall'eiezione d'inchiostro solo quando richiesto (Getto a richiesta) esiste il cosiddetto getto d'inchiostro continuo, una tecnologia molto usata nei processi di stampa industriale e commerciale per alti volumi. Essa è caratterizzata da alte frequenze di getto che permettono un'elevata velocità di stampa. La risoluzione di stampa ottenibile raggiunge circa 300 dpi e i diametri degli ugelli variano tra il 5 e 42 μm. Gli inchiostri utilizzati sono a base di colorante e di acqua oppure al MEK (metiletilchetone) un tipo di solvente usato in questi inchiostri. In questo caso l'inchiostro viene spruzzato senza sosta (continuamente) e si deposita o meno sulla carta deviandone il flusso attraverso sistemi, in genere elettrostatici, che lo riciclano.

Tecnica di stampa laser

L'immagine da riprodurre (proveniente da supporto cartaceo o elettronico) è riportata da un laser su un cilindro di selenio reso fotosensibile, detto "tamburo" o "rullo magnetico", che con la luce si carica, acquisisce l'immagine in negativo, immagazzina il toner e lo riporta poi sulla carta.

Il procedimento consiste in 7 fasi.

- caricamento statico del tamburo attraverso il PCR (rullo primario caricabatteria). Il flusso continuo di corrente elettrica proveniente dal PCR genera uno stato di carica negativa sulla superficie fotosensibile del tamburo.
- esposizione: Il raggio laser legge l'immagine da riprodurre e scansiona la superficie del tamburo togliendo la carica negativa nelle aree dove il toner non dovrà collocarsi, nella successiva fase di sviluppo. Sulla superficie del tamburo a questo punto risulta esserci un'immagine "nascosta" che non è altro che la riproduzione in negativo dell'immagine da stampare.
- sviluppo: la fase di sviluppo avviene attraverso l'immagazzinamento, da parte del tamburo magnetico, della polvere del toner sull'immagine nascosta. La polvere del toner, proveniente dal proprio serbatoio (le cui aperture sono adiacenti al tamburo) viene attratta sul tamburo stesso e si attacca alle aree rimaste sensibili alla carica negativa, cioè all'immagine nascosta. Nel procedimento interviene anche una lama dosatrice (racla) che regola la quantità di polvere toner nella zona del rullo magnetico. Il suo compito è quello di livellare l'acquisizione del toner togliendo il superfluo.
- trasferimento: il passaggio successivo è lo spostamento del toner sul foglio di carta. Durante il suo scorrimento il foglio viene caricato positivamente dal rullo di spostamento, per far sì che il toner sul tamburo, con carica negativa, si trasferisca sul foglio di carta creando l'immagine da stampare.
- fusione: le particelle di toner che sono già presenti sul foglio di carta non sono ancora attaccate perfettamente ad esso, hanno bisogno della fase di fusione. Il foglio di carta deve passare attraverso una zona della stampante detta "forno di cottura", composto dal rullo fusore e dal pressore. Il rullo pressore comprime il foglio sul rullo fusore, che con il calore emesso salda il toner alla carta.
- pulizia: nella cartuccia, mentre avviene la rotazione, non tutto il toner collocato sul tamburo si trasferisce sul foglio di carta, perciò c'è necessità di un meccanismo di pulizia per consentire alla macchina di ripetere il procedimento di stampa. La lama di pulizia ha il compito di pulire il tamburo dal toner rimasto, non più riutilizzabile, trasportandolo in un serbatoio specifico. Esiste un'altra lama detta di recupero, che ha la mansione di impedire al toner rimasto di cadere davanti al tamburo, impedendogli quindi di uscire dalla cartuccia.
- cancellazione: dopo che la lama di pulizia ha tolto il residuo di toner, la macchina cancella le impronte di carica negativa ancora presenti sul rullo magnetico.

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